Arriva il bonus da 500 euro per Internet e PC

Saranno presto a disposizione i voucher internet e pc del valore di 500 euro per l’acquisto di abbonamenti internet e per i computer in comodato d’uso. Ad annunciarlo è stata Paola Pisano, ministro dell’Innovazione. Il bonus da 500 euro spetta alle famiglie a basso reddito e sarà diviso in due parti per Isee sotto i 20mila euro. Dall’incentivo non saranno esclusi gli acquisti diretti di device ma soltanto per piani di connettività e comodato d’uso. Le risorse stanziate corrispondono a 350 milioni di euro e valgono per chi ha un Isee tra i 20 e i 50mila euro. Per le imprese ci sono altri 600 milioni, sempre per una connessione internet veloce. L’importo del voucher può andare da 500 a 2mila euro in caso di connessione in fibra.

Il bonus potrà arrivare fino 500 euro, se a richiederlo saranno le famiglie con un Isee al di sotto di 20.000 euro. Potrà essere utilizzato: per 200 euro per la connettività internet e, in caso, per chi ne facesse richiesta, con ulteriori 300 per computer in comodato d’uso. Ma non è tutto: sono state avviate le procedure di autorizzazione da parte dell’Ue. L’obiettivo sarebbe un voucher di 200 euro per i servizi di connettività per le famiglie fino ad un massimo di 50.000 euro per l’acquisto di servizi Internet veloci. Per le imprese invece si tratterebbe di un voucher il cui valore potrebbe variare dai 500 euro ai 2.000 nel caso attivino le connessioni in fibra.

Per richiedere il voucher servirà rivolgersi all’operatore di telecomunicazioni. Il bonus non sarà ottenuto direttamente dall’utente finale ma dovrà presentare la richiesta al suo operatore, al quale toccherà eludere le pratiche stabilite. Gli operatori dovranno essersi registrati al portale di Infratel Italia. Gli utenti finali, beneficiari del voucher dovranno sempre interfacciarsi con gli operatori attraverso i canali di vendita presentando un’autocertificazione che attesti i requisiti Isee. Sarà l’operatore quindi a erogare il bonus come sconto sul canone o sull’eventuale costo di attivazione, fornendo il router e il computer o il tablet scelto.


Fonte: StudioCataldi.it

Rientro a scuola: tutte le regole da rispettare dentro e fuori dalla classe

Le nuove regole per far ripartire la scuola cambieranno radicalmente la didattica, la vita quotidiana in aula, soprattutto alla primaria e all’infanzia dove gli insegnanti hanno a che fare con fasi importanti dello sviluppo educativo del bambino. Finora si è parlato molto di protocolli, linee guida, verbali del Cts, ma poco di bambini.

Ad essere preoccupato per gli studenti più piccoli è il pedagogista Daniele Novara che se la prende coi presidi: “Alcuni dirigenti stanno veramente creando situazione di panico che non hanno niente a che fare con la scuola. I genitori e i bambini chiederanno presto conto. I più piccoli vengono penalizzati. Abbiamo a che fare con presidi pavidi che hanno sbagliato lavoro”.

Le misure straordinarie sono state prese per motivi di sicurezza e, come ha detto il premier Giuseppe Conte nel videomessaggio al mondo della scuola di oggi, “disagi e difficoltà” dovranno essere messi in conto. Almeno in una prima fase:“Saremo al vostro fianco”, ha detto sempre il premier.

Il ritorno della cattedra e della lezione frontale
Nonostante il Comitato tecnico scientifico abbia parlato della necessità di assicurare un distanziamento da bocca a bocca di un metro, senza specificare la disposizione dei banchi, la maggior parte delle scuole ha pensato di mettere i tavolini uno dietro l’altro, senza che i bambini possano guardarsi in faccia. Un’immagine che ci rimanda alla scuola degli anni Settanta. Una opzione che ha sollevato critiche tra i pedagogisti. “C’erano tante possibilità – ha messo in guardia Novara – per fare il distanziamento. Questo è stato un pretesto per tornare alla scuola Ottocentesca, dove gli alunni devono restare solo fermi al banco e non muoversi. I bambini non possono reggere più di tanto questa situazione”. Torna anche la cattedra. Dov’era sparita ora è riapparsa, a due metri di distanza dai bambini. Addio agli allievi che s’avvicinano alla scrivania del maestro. La riga rossa tra i banchi e la cattedra non va superata a meno che non si indossi la mascherina.

Il non intervallo
Seduti. Sempre seduti. Anche all’intervallo. E’ questa l’indicazione che la maggior parte dei presidi ha dato ai loro insegnati per gestire la ricreazione: meglio farla in aula con le dovute distanze. Qualcuno ha concesso di uscire nel giardino o nel campo sportivo vicino alla scuola, ma a patto di restare distanti. Un’altra scelta che sul lungo periodo potrebbe essere dannosa. “Questa è una violazione”, ha osservato Novara, “dei diritti dei bambini. Il movimento nell’infanzia è fondamentale, un bambino non può essere sedentario”.

In palestra senza giocare
Il Cts scrive: “Nelle prime fasi di riapertura delle scuole sono sconsigliati i giochi di squadra e gli sport di gruppo, mentre sono da privilegiare le attività fisiche sportive individuali che permettano il distanziamento fisico”. A queste parole si sono aggiunte le disposizioni di molti presidi: evitare di usare la palla o gli attrezzi. Altrimenti vanno sanificati. E chi lo fa?

L’attività d’educazione fisica sarà fortemente penalizzata. E questo nonostante le Indicazioni nazionali che citano: “Partecipare alle attività motorie e sportive significa condividere con altre persone esperienze di gruppo, promuovendo l’inserimento anche di alunni con varie forme di diversità ed esaltando il valore della cooperazione e del lavoro di squadra. Il gioco e lo sport sono, infatti, mediatori e facilitatori di relazioni e «incontri». L’attività sportiva promuove il valore del rispetto di regole concordate e condivise e i valori etici che sono alla base della convivenza civile”.

Nessuno tocchi il computer
Se fossimo in un Paese dove in ogni aula ci sono i tablet per fare lezioni 2.0 non sarebbe un problema ma visto che questo per ora è un sogno, le aule d’informatica restano l’unico luogo dove i bambini sperimentano l’uso del computer. Dal ministero non è arrivata alcuna indicazione che vieti l’uso delle aule d’informatica, ma molti presidi per evitare di dover sanificare prima e dopo l’uso tastiere e mousse hanno abolito l’uso di questi spazi. E dire che l’Italia per competenze digitali è al 25esimo posto su 28 Paesi.

Misurare la febbre prima di venire a scuola
E’ una questione di responsabilità individuale. In questa fase è molto importante che ciascuno faccia la sua parte. Il ministero non ha previsto termoscanner e nemmeno misurazione della temperatura a scuola ma ha affidato ai genitori il compito di verificare ogni mattina lo stato di salute del proprio figlio. Con una temperatura superiore ai 37,5 a scuola non si entra. Ma non basta: non bisogna nemmeno avere una sintomatologia respiratoria o essere stati a contatto nei 14 giorni precedenti con un soggetto positivo al coronavirus. E se il bambino ha un raffreddore? Potrà andare a scuola. L’importante è che non abbia febbre e sintomi respiratori.

Non dimenticate la mascherina
Serve sempre. Dal momento in cui si mette piede a scuola (già nell’atrio) dev’essere indossata. La scuola si occuperà di consegnare ad ogni bambino una mascherina chirurgica al giorno. Quelle di “comunità” saranno comunque ammesse purché sanificate ogni giorno. La mascherina dovrà essere messa ogni volta che ci si sposta da un’aula all’altra, per andare in bagno o per andare in palestra. Potrà essere tolta solo una volta che si è seduti al banco qualora sia previsto il distanziamento di un metro. Chi non avrà la possibilità di stare lontano dai compagni dovrà tenerla sempre addosso. Da ricordare che la mascherina consegnata dalla scuola è una. In caso si dovesse rompere, cadere a terra o altro non c’è alcun dispositivo sostitutivo. Tuttavia qualche scuola si è dotata di mascherine di “emergenza” e qualche maestra le ha comperate di sua sponte. La mascherina non viene usata dai bambini dai sei anni in giù e dai diversamente abili.

Ingressi e orari scaglionati
Non pensate di entrare tutti dal portone principale. Quest’anno ogni classe entrerà (se possibile) da un ingresso diverso, il più vicino possibile alla propria aula. In alcune scuole sono stati previsti anche orari diversi di entrata sia all’inizio che alla fine delle lezioni. Nella scuola dell’infanzia, l’ingresso dei bambini, accompagnati da un solo adulto, è scaglionato e organizzato in una fascia temporale ampia, che può raggiungere i 90 minuti

In caso di contagio
Se l’alunno ha la febbre oltre i 37,5 deve restare a casa. I genitori devono immediatamente informare il pediatra di libera scelta e il medico di famiglia oltre a comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute. Il pediatra o il medico di famiglia effettuano il test diagnostico e comunicano il risultato al dipartimento di prevenzione. Lo studente positivo può rientrare a scuola solo quando c’è la guarigione clinica, cioè la totale assenza dei sintomi. La conferma della guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risultano negativi il bambino potrà definirsi guarito, altrimenti proseguirà l’isolamento. Se lo studente è positivo, saranno tracciati i contatti e la Asl competente valuterà le misure da adottare e, se necessario, la quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e chi ha avuto un contatto stretto nelle ultime 48 ore. La scuola dovrà effettuare una sanificazione straordinaria, ma non è prevista la chiusura dell’istituto per un solo caso di coronavirus.

Sul tram e sui bus
La capienza sarà fino all’80%. Saranno gli autisti a far entrare solo il numero di viaggiatori possibili e a bloccare gli altri. Sarà obbligatorio indossare la mascherina, ma non vi sarà alcun separatore ma andrà rispettato il distanziamento di un metro. La capacità di riempimento può essere aumentata solo nel caso si riesca a garantire il ricambio di aria e il suo filtraggio, con idonei strumenti di aerazione. Sui mezzi vi sarà una colonnina con il gel igienizzante.

Il pasto a scuola
L’indicazione del Comitato tecnico scientifico e del ministero è stata quella di usare le refezioni e solo in caso estremo il lunch box. Tuttavia molte scuole hanno adoperato la sala mensa come aula e sono state costrette a ricorrere al lunch box da consumare in aula.

Durante il pranzo non si dovrò portare la mascherina, ma dovrà essere assicurato il distanziamento di un metro. I banchi dovranno essere sanificati prima e dopo il pranzo. Dopo la mensa sarà impossibile come in passato giocare tutti insieme ma si dovrà restare seduti. Chi userà la refezione dovrà fare più turni per assicurare il rispetto delle regole.

Tratto da IlFattoQuotidiano.it

Google compiti: distribuire in un clic i compiti personalizzati agli studenti

Sono giorni, mesi, questi, in cui è necessario tenersi continuamente aggiornati per scoprire le novità offerte da Google per G suite for Education. Durante il periodo dell’emergenza Covid molte scuole hanno utilizzato la piattaforma G suite for Education per portare avanti una necessaria didattica a distanza. Strumenti come Google Meet e Google Classroom, tra i tanti, sono stati ampiamente utilizzati per rispondere alle esigenze di una didattica innovativa.

Google, da parte sua, non ha tralasciato l’aggiornamento di alcune funzionalità. Una delle difficoltà che si è presentata durante la didattica a distanza è stata sicuramente quella dei compiti. Chi ha avuto la fortuna di utilizzare l’applicazione Google Classroom è stato sicuramente agevolato da funzionalità efficienti e veloci. Ma molte classi si sono accontentate di attivare account per bambini più piccoli, magari con cui non è stato possibile In tempi così rapidi attivare Google Classroom. Si è cercato quindi di provvedere attraverso l’assegnazione di compiti con foto, PDF, esercizi online, eccetera. La restituzione, molto spesso, è stata difficile. Sia da parte dei genitori che da parte dei docenti. Ecco allora che la nuova applicazione “Compiti” aiuta entrambe le parti. Compiti è un’applicazione aggiuntiva nel pacchetto G suite for Education (versione gratuita) che può essere utilizzata sia dal singolo docente che possiede un account G suite che dall’organizzazione G suite for Education. Sia per il docente che per l’alunno è necessario però avere un account G suite for Education. Stiamo parlando della versione gratuita e non di Google Enterprise, quella a pagamento. Nel caso dell’aggiunta di Compiti direttamente dall’amministratore del dominio è possibile farlo soltanto con sistemi di gestione dell’apprendimento LMS, mentre per i docenti è sufficiente collegarsi all’indirizzo https://assignments.google.com/ per iniziare ad utilizzarlo.

Se un dominio scolastico G suite for Education utilizza compiti come strumento LTI( Learning tools intero interoperability) integrato nel suo GSA funziona con qualsiasi LMS che supporti la versione lti 1.1 e successive come ad esempio Canvas, Schoology Blackboard, Moodle e altro. Con Compiti è possibile assegnare e raccogliere qualsiasi tipo di file anche quelli di Google Docs e Microsoft Word e distribuire automaticamente una copia personalizzata dei file dei compiti ad ogni studente.Ogni copia distribuita viene etichettata con il nome dello studente e organizzata in cartelle di Drive.

Compiti insieme a Google Docs fornisce feedback e suggerimenti dettagliati sul lavoro degli alunni, inclusi i commenti, le barrature e le evidenziazioni. Con compiti si possono creare, raccogliere i lavori del proprio corso, condividere i materiali e fornire i feedback agli studenti. Si può inoltre creare griglie per la valutazione ed eseguire rapporti sull’originalità del lavoro degli alunni stessi, altra novità di cui parleremo a breve e che riguarda l’anti plagio.

File che si possono allegare

In Compiti l’alunno può allegare file da Google Drive tra cui file di documenti, fogli o presentazioni Google, file di Microsoft Word, Excel o Powerpoint, PDF, file immagine, file di testo, file video e link. Può inoltre allegare i file dal suo PC o dalla sua chiavetta USB.

Compiti crea una copia del file che lo studente ha inviato e lo salva nel Drive dello studente stesso. L’insegnante può esaminare i lavori inviati dai ragazzi, valutare i compiti e fornire feedback complessivi sia dopo il primo invio che con le restituzioni successive dove si consiglia la modifica per l’errore. Una copia del file inviato viene anche salvato nel Drive dell’insegnante nell’apposita cartella generata automaticamente. Compiti offre anche la possibilità ad uno o più insegnanti di assegnare e valutare compiti nello stesso corso da loro stessi attivato, quindi più docenti per una stessa classe o uno stesso gruppo.

I docenti,inoltre, possono utilizzare account Google diversi in percorsi diversi quindi se si insegna in diversi dipartimenti o discipline si può collegare ogni account al corso appropriato. Gli insegnanti che sono proprietari di un corso possono assegnare o eliminare corsi e compiti mentre gli studenti possono soltanto abbandonare un corso scollegandosi con il proprio account Google.

Compiti di gruppo

Non è possibile impostare compiti di gruppo ma è possibile creare un flusso di lavoro per un progetto di gruppo. In quale modo? Invitando il gruppo a creare un documento Google e a condividerlo con i membri dello stesso gruppo e quindi lavorarlo tutti insieme.

Nel momento in cui uno studente invia un file al docente, la proprietà di questo file passa dall’alunno all’insegnante. Il file rimane nel Drive dello studente ma le autorizzazioni sono solo per la visualizzazione, ciò serve ad Impedire all’alunno di modificare o visualizzare i commenti mentre l’insegnante sta valutando il file.

Annullare il compito

Gli studenti possono annullare l’invio dei file in qualsiasi momento. Ad esempio se si rendono conto di aver sbagliato oppure di avere ancora tempo a disposizione prima della data di scadenza assegnata dal docente. Il docente non può però visualizzare l’annullamento dell’invio del file da parte del ragazzo. Alla fine di tutta l’impostazione del compito viene generato un link che l’insegnante può copiare in una qualsiasi piattaforma e-learning dove ha la sua classe virtuale o tramite e-mail.


Ottimo strumento per chi vuole assegnare compiti in maniera agevole, funzionale e semplice evitando l’invio di pdf da stampare, foto e varie. Per chi usa quotidianamente le app di GSuite diventa molto comodo e ottimizza i tempi di consegna e di restituzione degli elaborati.

Non resta che provare.

Tratto da OrizzonteScuola.it

Guida OMS al ritorno in classe

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha pubblicato una guida contenente una serie di suggerimenti sull’usodella protezione per i giovanissimi. 

Niente mascherina fino a 5 anni, mentre tra i 6 e gli 11 anni l’uso andrebbe valutato in presenza di precise condizioni, tra cui particolari rischi di trasmissione del coronavirus Sars-CoV-2. Dai 12 anni in su invece valgono in tutto e  per tutto le regole degli adulti, secondo cui una mascherina andrebbe indossata per limitare la diffusione di Covid-19

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Rientro a scuola: se manca il metro basta la mascherina.

Ha suscitato non poche polemiche il documento del Comitato tecnico scientifico sulle nuove indicazioni per il rientro a scuola. Nel verbale del 13 agosto, si legge: “Il CTS ha ribadito che la misura del distanziamento fisico, inteso come distanza minima di un metro tra le teste degli alunni, rimane uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico”.

Il CTS ha inoltre precisato “L’utilizzo della mascherina è necessario in situazioni di movimento e in generale in tutte quelle situazioni nelle quali non sia possibile garantire il distanziamento prescritto”, che, proprio per la dinamicità che caratterizza il contesto scolastico, in tutte le eventuali situazioni temporanee in cui dovesse risultare impossibile garantire il distanziamento fisico, lo strumento di prevenzione cardine da adottare rimane l’utilizzo della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico”.

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Tutte le novità di Google Meet e Classroom

Anche Google non vuole farsi trovare impreparata per il suono della prima campanella e, mentre le scuole si stanno adeguando per riaprire in sicurezza, supportate quasi certamente dalla didattica a distanza, arrivano interessanti novità per Meet e Classroom.

Meet, in particolare, riceverà entro il mese prossimo un aggiornamento della griglia di visualizzazione che consentirà agli utenti di vedere fino a 49 partecipanti contemporaneamente. Le novità proseguiranno poi anche ad ottobre con aggiunte minori tra cui la lavagna virtuale e la possibilità di ottenere uno sfondo sfocato durante le videochiamate.

Per quanto riguarda Google Classroom, strumento specifico per la distribuzione di materiale didattico, assegnazione e valutazione di compiti on line, ci sarà un nuovo elenco di cose da fare nella pagina Classi, il supporto ad ulteriori 10 lingue ed una condivisione di link d’invito semplificata.

  • Funzionalità in arrivo a settembre
    • Griglia 7×7 che consentirà agli utenti di vedere 49 partecipanti contemporaneamente.
    • Jamboard, la lavagna virtuale sta arrivando in Meet in modo che gli studenti possano condividere le loro idee.
  • Funzionalità in arrivo a ottobre
    • Possibilità di sfocare lo sfondo o sostituirlo durante le videochiamate.
    • Gli insegnanti potranno monitorare le presenze virtualmente.
    • Le stanze per i sottogruppi consentiranno agli insegnanti di dividere la classe in gruppi separati per affrontare discussioni simultanee.
  • Funzionalità in arrivo entro l’anno
    • Rilevazione della mano alzata per identificare i partecipanti che potrebbero aver bisogno di aiuto.
    • Sezione domande e risposte e aggiunta di uno strumento per i sondaggi.
    • Possibilità di registrare una riunione e condividerla entro 30 giorni prima della scadenza.
    • Maggiori controlli per i moderatori durante le riunioni.
  • Nuovo elenco di cose da fare nella pagina Classi, per aiutare gli studenti a controllare il programma delle lezioni e dei progetti.
  • Gli insegnanti potranno condividere link di invito con gli studenti, per partecipare alla lezione in maniera più semplice.
  • Supporto per altre 10 lingue, portando il numero totale a 54 (presente l’italiano).
  • Gli insegnanti saranno anche in grado di valutare l’interazione tra gli studenti con uno strumento di misurazione del coinvolgimento didattico.

Google ha anche annunciato l’arrivo di una nuova app,Assignments, destinata a tutte quelle scuole e istituti che non utilizzano Classroom. In sintesi, si tratta di uno strumento per gli insegnanti che ha lo scopo di valutare e analizzare l’apprendimento degli studenti, oltre a consentire di creare automaticamente copie personalizzate dei compiti che possono essere distribuite direttamente su Google Drive.

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Si sa, per studiare a distanza non è sufficiente assistere alle videolezioni: è necessario anche svolgere i compiti assegnati da maestri e professori. In questo senso, Google condivide nuovi strumenti che sfruttano la tecnologia più a portata di mano: gli smartphone.

In primis, grazie alla realtà aumentata, gli studenti possono visualizzare quasi 100 concetti di biologia, chimica e altri argomenti scientifici, tecnologici, d’ingegneria e matematica cercandoli su Google e accedendo a modelli 3D su dispositivi Android e iOS.

Inoltre, utilizzando l’app d’istruzione Socratic o le Google Lens, gli studenti riescono a trasformare i compiti cartacei in documenti digitali semplicemente scattando una foto oppure a svolgere ricerche online utili per risolvere le lacune che impediscono lo svolgimento di un compito assegnato.

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Per i più piccoli arriva Diya, un compagno di lettura digitale che, tramite il riconoscimento vocale, offre assistenza. In particolare, la funzione Leggi Insieme permette ai bambini di imparare la pronuncia delle parole riascoltando la propria voce mentre l’assistente vocale la usa per leggere.

Courtesy by Wired.it

WEBQUEST: l’evoluzione dell’insegnamento con la LIM.

La LIM (in inglese IWB, ovvero Interactive Whiteboard) è una lavagna interattiva e multimediale, che nelle classi sostituisce o accompagna, da tempo ormai, la tradizionale lavagna d’ardesia.

La sua introduzione nella scuola moderna sancisce la digitalizzazione di quest’ultima: la LIM, infatti, ha diverse potenzialità legate al Web, ovvero tutti quei processi e quegli strumenti tecnologici che servono a produrre e migliorare le conoscenze degli studenti grazie alle nuove tecnologie.

Continua a leggere “WEBQUEST: l’evoluzione dell’insegnamento con la LIM.”

Tutti a scuola da settembre, le regole del MIUR

Per la scuola a settembre e il rientro le regole ufficiali fornite dal Miur si evincono dalle Faq cui il dicastero guidato da Lucia Azzolina risponde.

Al di là dei documenti ufficiali consultabili sulla pagina di Rientriamo a scuola, come anche gli indirizzi degli Uffici scolastici regionali o anche le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico che ha accompagnato l’attività ministeriale e governativa in questi mesi, vi è la sezione “Domande e risposte” che offre interessanti spunti.

Si tratta di 29 domande con relative risposte, dubbi di insegnanti, alunni e genitori che vengono chiariti. Anche sul primo giorno di rientro a scuola il ministero fornisce chiarimenti laddove le singole Regioni hanno già deliberato il prossimo calendario scolastico 2020/2021 con una data di inizio cui si sono adattate quasi tutti gli istituti di italia.

Come chiarisce il Miur il rientro a scuola a settembre è previsto, come da Ordinanda firmata da Azzolina lo scorso 24 luglio, il 14 settembre. Come chiarisce il Miur solo un numero marginale di Regioni ha deciso di discostarsi da questa data come per esempio la Puglia che riapre il 24 settembre.

Dal 1° settembre partono, invece, le attività d’integrazione e recupero degli apprendimenti per tutti gli alunni che non hanno raggiunto la sufficienza e per coloro che i docenti riterranno proficuo coinvolgere, anche in attività di consolidamento o potenziamento, come sottolinea il Miur.

Il Miur sulla didattica a distanza chiarisce:

“Si tornerà in classe e il servizio scolastico sarà erogato con le lezioni in presenza. La didattica digitale potrà essere utilizzata in modo complementare e integrato solo nella scuola secondaria di secondo grado, come previsto nel Piano Scuola 2020/2021 del 26 giugno 2020 e come ribadito nelle Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata. Solo in caso di una nuova sospensione delle attività in presenza, dovuta a motivi emergenziali, si renderà necessario il ricorso alla Didattica digitale integrata per tutti gli altri gradi di scuola.”

Vediamo quali sono le altre regole ufficiali per il rientro a settembre.

Tra le indicazioni ufficiali del Miur per il rientro a settembre anche quelle che riguardano l’orario delle lezioni. Il Miur chiarisce, come Azzolina stessa ha fatto in più di un’occasione, che l’unità oraria può essere flessibile, quindi durare meno di un’ora, per una più efficace organizzazione delle attività didattiche, ma “non si perderà neanche un minuto del monte orario previsto. La riduzione dell’unità oraria è già adottata in molte scuole, poiché prevista da più di venti anni dal Regolamento sull’Autonomia scolastica.”

Avevamo già detto delle notizie un po’ approssimative circolate sul rientro a scuola alle 7 di mattina e infatti il Miur ha chiarito che no, questo non è previsto. Non si inizieranno le lezioni alle 7 del mattino, comunica viale Trastevere e aggiunge:

“A meno che, nel caso dei più piccoli, non sia previsto un servizio di pre-scuola a cui le famiglie decidano di aderire. Nel caso dei più grandi le scuole organizzeranno gli ingressi per evitare assembramenti, ma sempre tenendo conto delle esigenze delle famiglie e degli studenti.”

L’uso della mascherina e misurazione della temperatura

Altra questione che chiarisce il Miur riguarda l’uso della mascherina e la misurazione della febbre se debba avvenire a scuola o a casa quando ogni giorno dal 14 settembre, giorno più giorno meno, ragazzi e bambini rientreranno in aula.

Per quanto concerne l’uso della mascherina chiarisce il Miur che:

“Il Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza (CTS) si esprimerà nel mese di agosto sull’obbligo di utilizzo della mascherina per gli studenti di età superiore a 6 anni. Per chi ha meno di 6 anni è già previsto che non si debba utilizzarla.”

Specifica ancora il ministero dell’Istruzione che per i bambini sotto i 6 anni non è previsto l’uso delle mascherine che invece saranno indossate dal personale come stabilito dalle Linee guida per infanzia e primaria.

Sempre sull’uso della mascherina il Miur chiarisce che gli alunni con disabilità non dovranno indossarla se la disabilità stessa non è compatibile con l’uso continuativo del dispositivo di protezione. Per quanto riguarda il personale che interagisce con gli alunni che hanno disabilità il ministero specifica:

“Per il personale si potrà prevedere, in aggiunta alla mascherina, l’utilizzo di ulteriori dispositivi di protezione individuali per occhi, viso e mucose, tenendo conto della tipologia di disabilità e di ulteriori indicazioni impartite dalla famiglia dell’alunno/studente o dal medico.”

Per quanto concerne la misurazione della temperatura il Miur spiega che questo debba avvenire a casa e che un alunno che abbia una temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali, secondo i Protocolli di sicurezza e le indicazioni del Cts, ha l’obbligo di rimanere a casa. Il motivo? Lo dice il Miur:

“Uno studente che ha la febbre e non sa di averla non deve salire sull’autobus o stare in fila insieme ad altre centinaia di ragazzi davanti alla scuola. Sarebbe un rischio per l’intera comunità.”

Il ministero dell’Istruzione comunica che in caso di dubbi sulla sicurezza degli alunni è stato adottato l’help desk, vale a dire un servizio dedicato per richiedere assistenza e un numero verde 800.90.30.80, attivo dal 24 agosto, dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.

Nuovi banchi per il rientro a scuola

Il Miur ha chiarito anche la questione dei banchi che accoglieranno gli alunni di tutte le scuole al loro rientro a settembre. Il ministero spiega che il Cts per l’emergenza ha indicato il banco monoposto come una delle misure utili per consentire il distanziamento tra gli alunni. Il Miur spiega pertanto che l’acquisto di nuovi banchi oltre a garantire la sicurezza, permette di rinnovare arredi spesso molto obsoleti.

Per questo lo Stato ha deciso di avviare una gara europea, attraverso il Commissario straordinario di Governo, per un acquisto massivo di banchi monoposto.

Le scuole, chiarisce il Miur, hanno potuto scegliere fra quelli tradizionali e quelli innovativi attraverso una apposita rilevazione. Nessuna tipologia di banco è stata imposta e aggiunge:

“Il Governo, da gennaio ad oggi ha stanziato oltre 6 miliardi per la scuola, di cui 2,9 miliardi per la ripresa di settembre. Si sta investendo su edilizia scolastica, arredi, assunzioni di docenti e ATA, igienizzanti e tutto quello che servirà per la ripresa.”

Nuovi insegnanti per la ripresa in sicurezza

La ministra Azzolina ha più volte chiarito la sua intenzione di superare, per il rientro a scuola in sicurezza, la tipologia di quelle che sono state definite “classi pollaio”.

Pertanto nuovi insegnanti, tramite nuove assunzioni, sono stati previsti per garantire il distanziamento degli alunni da settembre. Il Miur ricorda come nel decreto Rilancio siano stati destinati a questo scopo 977 milioni di euro che consentiranno di avere 50mila tra docenti e ATA in più per la ripresa di settembre.

“Ogni Ufficio scolastico regionale, che rappresenta il Ministero sul territorio, avrà un proprio budget da utilizzare per assumere personale e sarà data priorità alle esigenze delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo (in particolare la primaria), insomma, ai più piccoli. La Ministra Azzolina ha già firmato l’ordinanza per distribuirlo. Con lo scostamento di bilancio di agosto arriveranno ulteriori risorse.”

Regole per la scuola dell’infanzia e primaria

Anche le scuole dell’Infanzia e primaria hanno delle regole ben precise per il rientro a settembre sulla base delle linee guida del Cts e che il ministero chiarisce nelle sue Faq.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia ci saranno gruppi e sezioni stabili con l’individuazione per ciascun gruppo del personale educatore, docente e collaboratore, “al fine di semplificare l’adozione delle misure di contenimento conseguenti a eventuali casi di contagio e limitarne l’impatto sull’intera comunità scolastica.”

Per l’accoglienza, e quindi l’inserimento dei bambini della scuola dell’infanzia, questa avverrà negli spazi esterni facendo rispettare il distanziamento tra gli adulti. Nel caso in cui dovesse svolgersi in ambienti chiusi verrà attuata la pulizia approfondita e l’aerazione frequente e adeguata dei locali.

Ad accompagnare il bambino potrà essere un solo genitore o un’altra persona maggiorenne delegata dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale. Importante è il rispetto delle regole generali di prevenzione del contagio, incluso l’uso della mascherina durante tutta la permanenza a scuola. Le stesse indicazioni saranno valide per l’ambientamento.

Il Miur ribadisce che i giocattoli non possono essere portati da casa, ma che quelli della scuola saranno assegnati a ciascun gruppo stabile di bambini. La mensa non sparisce, ma resta ove prevista. Il pasto, se non potrà essere consumato nel refettorio qualora questo sia stato adibito a spazio educativo, può essere consumato in aula previa debita aerazione e sanificazione dei locali.

Per quanto concerne la polemica sull’assunzione dei docenti senza laurea per infanzia e primaria il Miur chiarisce:

“Si tratta di supplenze, non di assunzioni a tempo indeterminato. Le cattedre necessarie saranno assegnate in via prioritaria a supplenti abilitati, poi, in caso di esaurimento della graduatoria, saranno chiamati coloro che si stanno laureando in Scienze della formazione primaria. Quindi giovani formati, che hanno svolto un tirocinio e che hanno scelto di fare l’insegnante. Già in passato venivano chiamati attraverso la cosiddetta MAD, la «messa a disposizione», dalle singole scuole.”

Per quanto concerne i servizi di pre e post scuola laddove esistenti specifica il Miur questi resteranno “rispettando le indicazioni organizzative generali, come per esempio la necessità di avere attività strutturate per gruppi/sezioni stabili, con i medesimi adulti di riferimento e nel rispetto delle regole previste per la riduzione del contagio.”

Pulizia dei locali scolastici

Altra questione sul rientro a settembre riguarda la pulizia dei locali scolastici e di quella che dovrà essere la costante igienizzazione e sanificazione.

Le scuole saranno pulite costantemente seguendo le indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico e saranno messi a disposizione prodotti igienizzanti, saponi e quanto necessario per assicurare la tutela della salute e per questo sono stati previsti finanziamenti.

“In base al Protocollo di sicurezza per la ripresa di settembre si dovrà assicurare la pulizia giornaliera e la igienizzazione periodica di tutti gli ambienti, predisponendo un cronoprogramma ben definito, da documentare attraverso un registro regolarmente aggiornato di tutti gli spazi, gli arredi e gli oggetti.”

Qualora dovesse presentarsi un caso COVID-19 la procedura è leggermente diversa e per questo bisognerà tener conto della circolare 5443 del Ministero della Salute del 22/02/2020. I luoghi e le aree potenzialmente contaminati devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni.

Tutte le scuole interessate da questi casi, specifica il Miur, provvederanno a:

  • assicurare quotidianamente le operazioni di pulizia previste dal rapporto ISS COVID-19, n. 19/2020;
  • utilizzare materiale detergente, con azione virucida, come previsto dall’allegato 1 del documento CTS del 28/05/20;
  • garantire la adeguata aerazione di tutti i locali, mantenendo costantemente (o il più possibile) aperti gli infissi esterni dei servizi igienici.
  • sottoporre a regolare detergenza le superfici e gli oggetti (inclusi giocattoli, attrezzi da palestra e laboratorio, utensili vari) destinati all’uso degli alunni.

Test sierologici ed eventuali casi COVID-19

Per quanto concerne i potenziali test sierologici ed eventuali casi COVID-19 il Miur specifica che il personale docente e non docente si sottoporrà su base volontaria e gratuitamente a uno screening preventivo in due fasi:

  • somministrazione su richiesta del test sierologico;
  • successiva somministrazione obbligatoria del test molecolare a coloro che siano risultati positivi al test sierologico, per escludere un’infezione in atto.

In presenza di un caso sospetto di COVID-19 tra il personale scolastico o tra gli alunni si seguiranno le regole ufficiali di un apposito documento operativo, la cui emanazione è prevista entro la metà del mese di agosto 2020.

Il documento, specifica il Miur, conterrà indicazioni sulle modalità di risposta a potenziali focolai da COVID-19 dopo la riapertura delle scuole.

“Il Ministero dell’Istruzione, d’intesa con il Ministero del Lavoro e il Ministero per la Pubblica amministrazione e con il coinvolgimento delle OOSS, fornirà tempestivamente, comunque entro l’inizio del prossimo anno scolastico, indicazioni precise in ordine alle misure da adottare nei confronti dei cosiddetti “lavoratori fragili” nelle istituzioni scolastiche.”

Tratto da Money.it

Didattica a distanza e GDPR, indicazioni Garante Privacy

Dall’esame dei primi pronunciamenti ufficiali del Garante per la protezione dei dati personali in ordine alla didattica a distanza (il Provvedimento del 26 marzo 2020, reperibile al seguente indirizzo, ed il Comunicato del 30 marzo 2020, reperibile al seguente indirizzo, sono arrivate alcune indicazioni utili delle quali tener conto nella concreta strutturazione della didattica online.

Con l’auspicio di rendere servizio utile ai preoccupati Dirigenti scolastici e di fugare almeno alcuni dei loro innumerevoli dubbi al riguardo, azzardiamo un commento a caldo di tali indicazioni, premettendo tuttavia alcune necessarie precisazioni metodologiche.

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Nuove regole per la didattica a distanza

Agli alunni che non potranno stare in aula dovrà essere garantita “una combinazione adeguata di attività in modalità sincrona e asincrona”. Lezioni a distanza a metà classe, in diretta o streaming, l’altra metà in aula. La settimana dopo si cambia.

Se il coronavirus, così come segnalano le linee guida anticipate dal quotidiano, costringerà a un nuovo lockdown delle scuole, le Linee prevedono una quota minima di 20 ore settimanali di lezione alle superiori, 15 ore alle elementari (10 ore per le prime classi). Videochat per i piccoli dell’infanzia.

Con l’introduzione della lezione a distanza con il docente in classe si sono dovute garantire più pause agli studenti: la Didattica a distanza richiede uno sforzo superiore.

Con l’allargamento dell’impegno digitale, cambia la professionalità richiesta ai docenti. Dovranno formarsi sull’informatica e sulle didattiche innovative: classe capovolta, dibattito, cooperazione, gestione delle emozioni degli studenti.